Parole

Una delle cose più belle del mio mestiere è inserire ogni tanto nella lezione parole scelte non solo in base al loro significato e al loro rapportarsi al contesto, ma anche in base alla loro storia. Oggi in quarta ci è capitato di parlare di angustia. Al singolare significa “ristrettezza”, al plurale “stretto passaggio, gola, forra”. E poi ricevere domande fa pensare che qualcuno abbia fatto girare le rotelle. Dopo aver ricordato che dalla radice si compongono anche il verbo ango, “stringere, soffocare”, più attestato nel mediale angor, “angosciarsi, sentirsi soffocare”, l’aggettivo anxius, eccola lì la domanda che meno ti aspetti: “anche angulus?”. E allora ricorri a Festo, secondo il quale angulus viene dal greco ankylos, “ricurvo”: l’ansia nasce da un “curvarsi” delle vie respiratorie, che stringendosi nella piega, si strozzano e soffocano come un tubo dell’acqua quando si piega, quando fa un angolo. L’uomo collega le idee e questi collegamenti sono ugualmente interessanti anche quando errati sul piano strettamente glottologico. Li fece Festo. Li fanno i miei studenti. È stupefacente notare come il pensiero dell’uomo agisca e viva delle stesse dinamiche attraverso millenni di storia.

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