Purificazione

Intridermi di pioggia passeggiando, mentre ci si chiude in casa e i camini cominciano a fumare, è bello, panico, atavico, ancestrale, primigenio … è gioioso.

Intridermi di pioggia passeggiando, mentre gli ultimi ritardatari tornano a casa per la cena, mi consente di apprezzare da fuori ciò che dentro ormai manca a me.

Intridermi di pioggia passeggiando, mentre le grondaie scaricano acqua sui marciapiedi e questa prende rumorosamente la direzione delle caditoie, ricorda il ruolo antico di questo elemento, il suo fluire incessante, e ciò che esso ha significato per generazioni e generazioni di uomini: la loro storia, il più misterioso e intrigante tra i viaggi di sola andata.

Intridermi di pioggia passeggiando, mentre l’acqua entra dappertutto in me, ricorda la mamma, la vita, la figlia, ricorda con le gocce che solcano il viso la bellezza che amai e che rivorrei con me, accanto a me, al mio braccio, la serenità che mano nella mano a lungo mi guidò (… e ora mi guida, intridendomi, facendomi suo).

Intridermi di pioggia passeggiando, mentre le luci dei fanali si sdoppiano nei riflessi dell’asfalto, ricorda come tutto possa rigenerarsi facilmente, come tutto possa essere fluido e sempre nuovo, ringiovanire scorrendo, moltiplicandosi e assumendo forme nuove e varie, come è giusto che sia nella vita, negli elementi.

Intridermi di pioggia passeggiando, mi ricorda che l’acqua è donna e che la vita è donna e senza la donna non è vita.

Intridermi nell’acqua passeggiando, mentre i pensieri divorano il tempo scandito dal passo e dal tonfo nelle pozze di perla, è gioia inesprimibile, fantasia dell’anima, sogno, estasi, ebbrezza nel cuore.

Intridermi di pioggia passeggiando mi fa amare la vita, quella che ho, quella che non ho più e quella che vorrei, rivorrei, in un rito di catarsi in cui tutte le ubbìe si annullano.

Ma è solo sogno. Fugace sogno. L’unica realtà è l’acqua che intride, entra, scava, pulisce, ripulisce, rinnova, seppur per poco. Quanto è bella questa donna che ti intride, questa donna che è la pioggia. Come vorrei essere sempre tenuto avvolto nel suo sicuro e caparbio abbraccio di vita!

Tripudio

Punti di vista. Le nubi si alzano dopo le tante ore di pioggia a fondovalle e svelano cime bianche in alta quota. Il gorgogliare dell’Ansiei rigonfiatosi è diventato un urlo di gioia. Una capinera impaurita per essere finita nel camino di casa mi ha come ringraziato di averla presa e rimessa in libertà, svolazzando felice sotto la pioggia e trasmettendo la stessa felicità a me e a mia figlia Laura. Mentre spacco un po’ di legna per questa sera (l’umidità richiede pezzi più piccoli), l’erba alta del prato della radura non sfalciato, con il suo ondivago agitarsi, tradisce la presenza di un animale del bosco (una volpe? sono numerose qua) che l’acqua rendeva felice. E l’odore inebriante del bosco bagnato che inonda e pervade tutto? E lo chiamano maltempo … per chi cerca di capirlo, quello che ci impedisce di divertirci affollando impianti e rifugi o affannandoci su strade per raggiungere ristoranti e alberghi, quello che per alcuni è ostacolo anche per la più semplice passeggiata è invece solo un segno dell’eterno ciclo di sospensioni e rinascite della vita. A me piace intridermi di vita e sono uscito e mi sono bagnato con Spotty che trotterellava felice anche lui. E godo anch’io di questo vivere in questo tripudio di natura. Punti di vista. Sono solo punti di vista.

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