Giudizio

Essere docente e genitore significa che, mentre in un ruolo dai voti, nell’altro li attendi. Nel primo ruolo li dai, pensando agli altri genitori. Nel secondo ruolo li ricevi, pensando che anche chi li dà forse li ha dati come li hai dati tu. I ruoli della vita non sempre sono a compartimenti stagni e le debolezze dell’essere umano, quando interviene un giudizio sulla persona, qualunque esso sia, arrivano tutte alla superficie, scavando solchi profondi e dolorosi nell’animo e talvolta privando anche del sonno di notte. Credo sia una delle tante regole non scritte di questo grande gioco che è la vita. Che dire? Complimenti a chi riesce a dividere nettamente i due ruoli e a farsi inflessibile arbitro di se stesso in questi esercizi di docimologia. Io, lo ammetto, non ci riuscirei mai. E da anni le notti prima di uno scrutinio, traguardo di un anno di lavoro, le passo insonni. Un genitore di un ex alunno mi ha chiesto questa mattina se mi sono mai pentito di un voto. No. Ma solo chi rilegge bene quanto appena scritto potrà arrivare vicino a comprenderne la ragione.

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