Cavalieri di Malta

Ricordo l’autore di questo libro appena letto, Paolo Gambi, come alunno della mia scuola, nei miei primi anni di insegnamento. Come definirlo non saprei. Ha scritto romanzi come questo, La carezza del cavaliere, ha composto poesie, ha avuto ed ha esperienze come giornalista in testate locali in Romagna e come blogger presso testate nazionali come Il Giornale e Huffington Post. Imparo che ha una laurea in psicologia e pratica mental coaching, allenatore di menti. Ho appena finito di leggere La carezza del cavaliere, che Paolo Gambi ha deciso di autopubblicare con Amazon-Kdp, usando una formula sempre più seguita oggi per la sua libertà e semplicità. Vorrei cogliere l’occasione per parlare di entrambe le cose, perché forse non tutti sanno che cosa sia veramente l’autopubblicazione.

Partiamo da libro che è una duplice storia d’amore, in parte d’ambientazione storica nel periodo dei regni latini di Terrasanta, in parte nella Roma odierna. Un cavaliere giovannita, Bertrand, dell’ordine ospedaliero da cui deriverà l’Ordine di Malta, s’innamora di Halima, una ragazza araba musulmana, e conosce intrighi e storture dell’avventura crociatistica che sui libri di scuola raramente si ha occasione di studiare: trame e scontri tra principi cristiani, lotte di potere tra potentati musulmani, la presenza della setta degli assassini, è questa la quinta su cui si muovono i protagonisti di una narrazione nella quale Bertrand, arrivato infiammato dalla passione di tanti giovani cavalieri, esce fuori e si trova a contatto con la parte forse meno edificante di quella storia che lui vive nella finzione.

Nanà, soprannome di un altisonante nome dalle nobili origini, anziano cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta, che vive nell’austero palazzo di via Condotti, sede dell’ordine, del rango più elevato e quindi religioso e vincolato ai tre voti di obbedienza, povertà e castità, ritrova Henriette, la fiamma di gioventù che potrebbe diventare per lui non solo l’occasione per riaprirsi alla vita in tarda età, ma anche per liberarsi dai vincoli di un ambiente reso marcio da torbidi e da congiure di potere, in cui si trova coinvolto a causa di denunce orribili per la sua immagine.

Le due storie hanno una tortora in comune, che nel simbolo delle famiglie di Bertrand e Nanà ha sostituito uno dei tre corvi originali. La tortora è simbolo di amore. L’amore che vince sulla calunnia: direi che è questo il messaggio finale che questo godibile e lodevole libro, che vi consiglio, lascia al lettore.

E veniamo alla formula editoriale scelta. Paolo Gambi è già noto e affermato, ma ha voluto sperimentare questa soluzione dell’autopubblicazione. Si tratta di un canale nuovo, soprattutto alla portata di tutti. Ed è proprio quest’ultimo aspetto quello su cui inviterei a fare una riflessione in più. I più noti editori attivi nel settore dell’autopubblicazione (Kdp di Amazon, iBooks Author di Apple, StreetLib, Lulu, Youcanprint e altri) offrono servizi gratuiti e non. L’autore deve fare tutto da solo, ma, se preferisce, può avere anche i servizi tradizionali di editing, correzione bozze, progetto grafico per la copertina, deposito legale, codice isbn. Tutto tranne la cosa più importante: quella promozione che è arduo cimento anche per tanti editori tradizionali. Arma a doppio taglio dunque: l’autore deve decidere se intende soltanto pubblicare e compiere la classica operazione di tirare fuori dal cassetto il proprio libro, oppure se intende avere anche dei lettori. E credo di aver detto tutto.

Complimenti a Paolo Gambi e vi ricordo gli estremi: P. Gambi, La carezza del cavaliere, autopubblicazione su Amazon-Kdp.

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