Il nascondiglio

Bisogna avere moglie, figli, sostanze e soprattutto la salute, se si può; ma non attaccarvisi in maniera che ne dipenda la nostra felicità. Bisogna riservarsi un retrobottega tutto nostro, del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro principale ritiro e la nostra solitudine. Là noi dobbiamo trattenerci abitualmente con noi stessi, e tanto privatamente che nessuna conversazione o comunicazione con altri vi trovi luogo; ivi discorrere e ridere come se fossimo senza moglie, senza figli e senza sostanze. Noi abbiamo un’anima capace di ripiegarsi in se stessa; essa può farsi compagnia; ha i mezzi per assalire e difendere, per ricevere e per donare, non dobbiamo temere di marcire d’ozio noioso in questa solitudine.

Michel de Montaigne, Saggi

Qualcuno mi ha chiesto quale sia il significato del nome di questo blog. Ecco. C’è qualcuno più importante di me che ve lo può spiegare, sicuramente meglio di come ve lo avrei detto io.

Basta non pretendere mai che sia troppo veritiero quello che in partenza ha già il germe della finzione, la premessa di una metamorfosi, la tendenza al cambiamento. Nascondiglio, dunque, non per scomparire, ma nell’intendimento di ricomparire altrove, meglio ancora se più belli e più buoni di prima.

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