Congedo

La comunicazione “social” mi ha deluso. Sono arrivato alla conclusione che questo è un contesto comunicativo per una nuova generazione e in cui è giusto lasciare spazio a queste persone, che forse hanno attese diverse e soprattutto diverse predisposizioni. Sono stato educato e abituato a parlare con argomentazioni di lungo respiro, con discorsi ampi e curati nell’uso della lingua italiana e non per slogan e condivisioni di foto e filmati con tre paroline inglesi. Perciò dopo 9 anni di post, in cui ho assistito non al progresso ma all’imbarbarimento della comunicazione tra offese, bufale, menzogne, gonfiature, omissioni, volgarità, maleducazione, ho deciso di congedarmi da questo spazio, in cui mi sento ormai a disagio, per quanto attiene alle discussioni e ai temi “alti”. Non è questo il mio mondo. Torno in quello che è sempre stato il mio, tra libri e letture scelte, uso della parola per crescere e far crescere; amo ricollocarmi in una cultura praticata da sempre con passione per approfondire e trasmettere valori nell’intendimento di portare gli altri in alto insieme a me e salendo io stesso insieme a loro, e non dovendomi abbassare ad un livello di abissale e non infrequentemente triviale bassezza; mi reintroduco con sommo piacere in una tradizione intesa come atto di umiltà e responsabilità nella scelta di quanto atto al progresso dell’uomo e alla formazione delle più giovani menti e non come arrogante rifiuto di ogni dialettica affidato a slogan preconfezionati o, peggio, alla diffusione, consapevolmente e scientemente deliberata, di offese e menzogne, bufale e vacue quanto illusorie chimere. Chiamatemi vecchio. Non mi offendo. Per certi aspetti è stato anche un piacere partecipare a questo canale di comunicazione, per quanto afferisce agli aspetti ludici; ma, siccome usando la bilancia pesa di più il piatto con gli aspetti negativi, preferisco ritirarmi in un mondo che forse per qualcuno sarà più elitario – e neanch’io oso negare che lo possa essere – ma che ho la personale convinzione che sia quanto meno un pochino migliore di questo che è stato, tirate le somme, deludente. Chi vuole parlare con me, mi chieda il numero di telefono e d’ora in poi le discussioni intendo tornare a sostenerle guardando l’interlocutore nelle palle degli occhi e non in una realtà che qualcuno chiamerà anche virtuale e tecnologicamente “avanzata”, ma che io invece, maturate le opportune esperienze, posso ora senza tema reputare fondamentalmente illusoria, traviante, fallace. Non elimino il profilo Facebook per ora, ma lo userò, come ho già avuto occasione di dire, solo per “nugae” (al buiédi, diciamo dalle nostre parti): foto di viaggi, di piatti, uscite in bici … Per le cose importanti continuerò ad usare WordPress.

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