Tra i pini

Oggi lì, nel silenzio, tra i pini maestosi e vigili, abbiamo parlato dei viaggi in montagna, di quel giorno in cui sullo Stelvio ai primi di agosto trovammo la neve e mi fotografasti con la berretta di lana, imbacuccato come fosse Natale. Ce l’ha la mamma nell’album quella foto. L’abbiamo vista ieri. Ti ho ricordato che ci arrivammo con la Fiat 850, con la levetta dello starter per metterla in moto; pensa, ti ho detto, che oggi, se non hanno il suv 4×4, non si ritengono adatti ad arrivarci. Sono sicuro che hai riso. Ti ho sentito. E qualcuno l’ha chiamato “cenere muto” … Tornerò ancora, te lo prometto, perché, tu ben lo sai, io amo questa terra che ti ha generato e che mi ha generato e non sono certo di quelli che vanno “sempre fuggendo di gente in gente”, e parleremo sempre così, franchi e sereni, come sempre, io e te, lì tra quei meravigliosi pini, maestosi e vigili. E che questa lacrima, che mi è scappata su di te, scusami, arrivi almeno fino a te. No. Non doveva scappare. A presto. Ciao, babbo.

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