Luoghi e non-luoghi

Circondati da non-luoghi: centri commerciali, cinema multisala, outlet city, luoghi standardizzati, tutti uguali; e poi parchi divertimento, supermercati; e le cene popolar-politico-provinciali con piatti e posate di plastica sotto tendoni bianchi seduti accanto a commensali dall’ascella piccante; e le strade affollate di auto e moto rombanti, le sirene, le ambulanze, le stazioni ridotte a bivacchi, le aree di servizio ridotte a immondezzai, le periferie urbane incapaci di assorbire il traffico e con auto accatastate in ogni dove, le aree artigianali e industriali grigie e degradate, pulsanti di lavoro (ma non di alacrità) fino al venerdì, lande anonime desertificate nel fine settimana, spazi di tristezza immensa in cui, se lo cerchi, troverai un sorriso solo su un cartellone pubblicitario.

Ma uscire con la bicicletta e trovare sotto casa luoghi in cui l’uomo riesce a stare in equilibrio con i siti in cui vive è sempre un piacere per il corpo, ma anche per lo spirito. Non c’è bisogno di un culto istituzionalizzato per capire come mai il sentimento religioso nasca sempre a contatto con questi paesaggi di vita (non onirici); e non con quelli lontani più o meno improbabili della finzione letteraria o cinematografica, ma proprio con quelli a due passi da casa tua. Lo possiamo fare tutti e non costa assolutamente niente. Anzi. Sono loro a ripagare te alla resa dei conti.

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