Un consiglio all’aspirante candidato

Quando ci sono troppi candidati presi dalla cosiddetta “società civile”, che poi si fanno illusioni, che non hanno esperienza dei meccanismi della politica, succedono queste cose che leggiamo oggi sui siti e sui giornali. Sono sempre successe. Ma prima erano in numero inferiore queste persone e apparivano come “indipendenti”, se non iscritte al partito di cui usavano il simbolo, una o due per lista, raramente di più. Oggi forse sono i più e servono come “raccattavoti”, senza che se ne rendano conto. Vengono blanditi da chi ha lunga esperienza, gli viene detto “con la fama che ha lei sarà sicuramente eletto …”, “è un grande prestigio per noi averla in lista …”; se poi l’ignaro ha quello che si chiama un ruolo pubblico, sei per loro una specie di raro francobollo da collezione, da trattare sempre con i Lei con la maiuscola. Il gioco è fatto. Il pollo becca e il candidato di belle speranze inizia a fare la sua campagna elettorale, ci mette anche dei soldi, sottrae tempo al suo lavoro (se ce l’ha) e alla sua famiglia (se ce l’ha). Non si rende conto che, mentre vive nel suo beato mondo di vane illusioni, da una parte, nel suo lavoro (se ce l’ha) si fa nemici e si crea invidie e la famiglia (se ce l’ha) soffre le sue lunghe e non sempre comprese assenze (anche la morosa può mollarlo, come ho appena saputo di uno!); dall’altra parte invece, il partito o il movimento o la lista civica, dove ci sono sempre volpi esperte e navigate da anni, lavora indefessamente per i suoi uomini già decisi e di cui sa di fidarsi, anche perché spesso lavorano per il partito; e lo fa raccogliendo i voti per “pacchetti”, cioè gruppi, associazioni ricreative, culturali, assistenziali, professionali, società sportive, sindacati, ordini professionali, grandi imprese e così via. Purtroppo l’identikit del candidato “usa e getta” è questo, né più né meno: raccoglierà tra le 40 e le 60 preferenze, del tutto inconsapevole del fatto che il rapporto tra contattati e voti è di 1/10 per un libero battitore come lui. Il partito invece, quando trova l’accordo con un gruppo organizzato, riesce a far convergere almeno un centinaio di voti su un nome, dirigenti e capolista a parte, che prendono voti perché oggettivamente conosciuti. Vi rendete conto che la gara è impari! Un consiglio, se mi leggete: prima di mettere la firma nel famoso modulino che i segretari dei partiti vi fanno firmare, parlate con qualcuno che ne sa di più, studiate l’ambiente, analizzate la situazione. Oppure, molto candidamente, prestatevi al gioco e sappiate sin da subito che correte per portare voti alla lista, solo voti alla lista. Sono anni che lo dico. Ma non mi ascoltano. Bah. Non servirà e niente neanche questo post.

4 risposte a "Un consiglio all’aspirante candidato"

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