Εἰ πάντες ἤθελον οἱ παιδεύειν ἐπιχειροῦντες ἀληθῆ λέγειν, καὶ μὴ μείζους ποιεῖσθαι τὰς ὑποσχέσεις ὧν ἔμελλον ἐπιτελεῖν, οὐκ ἂν κακῶς ἤκουον ὑπὸ τῶν ἰδιωτῶν· νῦν δ’ οἱ τολμῶντες λίαν ἀπερισκέπτως ἀλαζονεύεσθαι πεποιήκασιν ὥστε δοκεῖν ἄμεινον βουλεύεσθαι τοὺς ῥᾳθυμεῖν αἱρουμένους τῶν περὶ τὴν φιλοσοφίαν διατριβόντων. Τίς γὰρ οὐκ ἃν μισήσειεν ἅμα καὶ καταφρονήσειε πρῶτον μὲν τῶν περὶ τὰς ἔριδας διατριβόντων, οἳ προσποιοῦνται μὲν τὴν ἀλήθειαν ζητεῖν, εὐθὺς δ’ ἐν ἀρχῇ τῶν ἐπαγγελμάτων ψευδῆ λέγειν ἐπιχειροῦσιν;
Se tutti quelli che si impegnano ad insegnare come professare la verità desiderassero fare delle promesse non più grandi di quelle che potrebbero realizzare, non godrebbero di cattiva reputazione da parte dei privati cittadini; ma oggi coloro che hanno l’audacia di vantarsi con eccessiva sconsideratezza si comportano in modo che sembra che quelli che preferiscono vivere da infingardi adottino deliberazioni migliori di quelli che praticano la sapienza. Chi, infatti, non odierebbe e allo stesso tempo disprezzerebbe in primo luogo quelli che vivono sempre in mezzo a vane discordie, che fingono di indagare la verità, ma poi subito all’inizio delle loro pubbliche dichiarazioni si ingegnano a professare menzogne?
Isocrate, Contro i sofisti, 1 1-2
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