Schiettezza

“Is est orator, qui de omni quaestione pulchre et ornate et ad persuadendum apte dicere pro dignitate rerum, ad utilitatem temporum, cum uoluptate audientium possit.”
“Oratore è colui che su ogni questione può parlare in modo raffinato e ricco e idoneo a convincere in rapporto alla dignità degli argomenti, per l’interesse delle circostanze, con il piacere di chi lo ascolta” (Dialogus de Oratoribus, attr. Tacito, 30, 5).
Le idee e i valori durano oltre le generazioni, anche se cambiano e si aggiornano. Le persone no. Qui sta per me la causa prima della crisi delle grandi democrazie occidentali: troppo culto dell’immagine, troppi protagonismi, troppe primedonne; e valori in cantina. Con i valori si litigava duramente e qualche volta si passava anche il segno, ma si cresceva e ci si sentiva forti; con i valori si convinceva e si serviva il proprio tempo, se rapportati ai fatti; con il culto delle persone si fanno inciuci e affari, forse si litiga meno, ma non si cresce e ci sente sempre più deboli.
E non va bene. Non va affatto bene così.

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