Mi ha detto un collega oggi: ” Gli ignoranti si sentono deboli e fragili; perciò hanno paura di scelte decise che richiedono di essere motivate su base culturale e politologica …” “filosofica”, intervengo io, “sì, anche ma non necessariamente – riprende lui – La persona ignorante, che non sa, che non studia, che non legge, si colloca in genere al centro, mai troppo sbilanciata dall’una o dall’altra parte. Diverso è il discorso per chi riesce a dare pienezza di contenuti alle sue idee, ai suoi sogni, anche alle sue utopie. Lui osa anche scelte decise, perché sa di poterle motivare”.
“Quindi secondo te i nostri ragazzi che non stanno mai al centro, mai su posizioni di governo, ma sempre nell’area più marcatamente destra o sinistra, sono più maturi di noi?”.
“Assolutamente sì. Loro sono freschi di studi, di storia e di filosofia soprattutto, di confronti con le tante facce del prisma che si chiama sapienza. Noi, che pure pretendiamo di insegnarla, la sapienza, credo che l’abbiamo smarrita. Perché non ci rileggiamo qualcosa di Rousseuau insieme?”
Già. Rousseau … Eccomi stasera proprio su Rousseau.
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