Una passeggiata mattutina tra la nebbia è una passeggiata tra odori di foglie cadute, lentamente marcescenti, che sulla ciclabile hanno creato un letto colorato, un letto di luce che ti guida, ti segna il cammino che si perde dove lei ti impedisce di vedere, ma che tu conosci bene. Passa uno che corre con le cuffie. Passa un altro con le cuffie pure lui. Nessuno parla. Attraverso la strada e dalla ciclabile di periferia salgo sul rivale del Montone. Sfreccia un ciclista con passamontagna sotto il casco. Passa una signora con un bel golden retriever, una macchia di luce potente nel grigio imperante. Passa un altro che corre. E poi ne passano altri due, un ragazzo e una ragazza, insieme silenziosi. E poi due che camminano veloci con gli occhi sul telefonino, silenti loro pure, ma attenti e vigili. Nessuno parla. Là davanti solo il golden retriever si vede ancora. Camminatori, corridori e ciclisti sono spariti nel nulla. Silenzio. Nessuno parla. Le microscopiche goccioline si accumulano sui capelli, sui vestiti, sui guanti, piano piano diventano gocce, e si depositano anche loro sulle foglie. Nessuno parla. La Signora in grigio avvolge tutto, ovatta tutto, zittisce tutti senza dare nessun ordine; quando lei comanda così dolcemente, il mondo è diverso, sembra più lento, più sereno, più riflessivo, … chissà? forse anche più buono. Sin da bambino ho sempre adorato questa nebbia e questo paesaggio della bassa padana di cui lei adesso è signora, da tutti silenziosamente rispettata. Questa notte ho sognato i miei cari che, silenti e felici, nella nebbia mi sorridevano. E ora li rivedo, li risento, grazie alla Signora in grigio che mi fa dialogare con loro. Questa notte ho sognato lei che nella nebbia mi accompagnava, mano nella mano. Sorrisi e silenzio e tanta gioia nel cuore. Grazie alla Signora in grigio ora non mi sento solo. E procedo.
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