Tra idee e metafore

Non finirò mai di dire che quest’autore meriterebbe il Nobel più di tanti altri. In quest’opera ponderosa, divisa in due volumi, Murakami offre mille spunti di riflessione. L’Assassinio del Commendatore è un enigmatico quadro di un anziano pittore ormai vittima di Alzheimer e non più in grado di spiegarlo. Tutta la narrazione ruota attorno al quadro, dal mondo delle “idee” che si generano nel primo volume a quello delle “metafore”, anche surreali, protagoniste del secondo. Tra le righe ritrovare citazioni dotte non è facile, ma sempre intrigante. Tra idee e metafore qualcosa di concreto esiste: e quello che si fa concreto, oltre ai personaggi scolpiti con meticolosa maestria, è il paesaggio, mai quinta inerte, ma sempre ricco di simbologie, che catturano il lettore in un quadro con cornici e contenuti che solo Murakami sa creare, senza concettualismi, plasmando i suoi personaggi che viaggiano prima tra il mondo reale e quello delle idee, poi debordano in quello delle metafore, ma sempre ancorati a una realtà che alla fine, dopo tanta tensione, abilmente manovrata, si scioglie in un’insperata e quotidiana naturalezza. Lettura che resta, insomma.







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