Ascolta sempre il corvo!

Quanto mai difficile, dopo aver letto un libro di altissima qualità, è sceglierne un altro. Le atmosfere che Murakami riesce qui a creare ti portano all’interno di due viaggi, in cui solo la dimensione indescrivibile del sogno e la forma ineffabile della fiaba possono aiutarti a seguire i due personaggi alla ricerca di qualcosa che neanche loro conoscono. Fiaba e sogno sono senza alcun dubbio le due parole chiave per costruire un tentativo di recensione di uno dei libri che mettono veramente alla prova chi avverte la pungente smania di trattarne. Non si può tacere dopo una tale lettura, dopo un così profondo accumularsi di allegorie, di allusioni, di profezie, di destini, di incertezze di cui inutilmente attendi una spiegazione, una soluzione, che sai già che l’autore vuole che tu ricerchi in te stesso, proprio come i Kami dello shintoismo. Non chiedere certezze dove sta scritto che non le avrai. Eppure sai che il vecchio Nakata e il giovane Tamura Kafka viaggiano prede di questa costante incertezza che al lettore appare alla fine, come per una sorta di miracolo, nella genialità della narrazione, una parvenza di certezza. Un piccolo aiutino lo accettate? Kafka in ceco significa corvo; ebbene, ascoltate sempre il corvo mentre leggete Kafka sulla spiaggia. E forse sogno e fiaba troveranno qualche fievole giuntura.







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