Flutti

Donna che si pettina

Onde dorate, e l’onde eran capelli,
navicella d’avorio un dì fendea;
una man pur d’avorio la reggea
per questi errori preziosi e quelli;

e, mentre i flutti tremolanti e belli
con drittissimo solco dividea,
l’òr delle rotte fila Amor cogliea,
per formarne catene a’ suoi rubelli.

Per l’aureo mar, che rincrespando apria
il procelloso suo biondo tesoro,
agitato il mio core a morte gìa.

Ricco naufragio, in cui sommerso io moro,
poich’almen fur, ne la tempesta mia,
di diamante lo scoglio e ‘l golfo d’oro!

(Giovan Battista Marino)

Non dico altro di questo meraviglioso gioiello della nostra letteratura, della sua parte forse più bistrattata e meno amata, se non che l’incrocio, magistralmente realizzato, di allegorie e metafore tra il fluire della chioma di una ragazza che si pettina e i flutti delle onde del mare mi ha emozionato, come raramente la poesia riesce a fare in me, cultore soprattutto della narrativa, del racconto, del fare storia  e storie raccontando. Mea culpa. Da sempre sono stato troppo poco coinvolto da un modo di realizzare opere d’arte, che, lo ammetto, qualche volte ho definito artificioso. Ho sbagliato. Mea culpa. Succede. Sono anche questi flutti che vanno e vengono? Sicuramente hanno il potere di evocare e rievocare. E l’anima vive e rivive grazie anche a tutto quello che diventa strumento di evocazione e rievocazione: versi che cantano onde e capelli di donna, in questo caso. E non a caso al movimento dell’onda che va e viene, con moto incessante e imperituro, l’uomo dell’Italia antica diede il nome di un dio: Vertumnus. Lasciamo qualcosa anche alla meraviglia e allo stupore irrazionale del caso o vogliamo ridurre tutto a tabella e schema? Fate voi. Per me non è un problema. Ho già fatto da tempo la mia scelta.

2 risposte a "Flutti"

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    1. Grazie. Lo uso come una specie di magazzino di idee. Pubblicare oggi significa spendere per non avere alcuna visibilità, perché nessuno legge più nulla. Qui qualcuno invece legge. E il bello è che è tutto gratis per tutti e due, per chi scrive e per chi legge. Qualcosa di più democratico?

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